Conferenza di Copehagen, la reale consistenza dei tagli alle emissioni annunciate dai maggiori Paesi

martedì 8 dicembre 2009, ore 08:53


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Blogeko

Quale è la reale consistenza dei tagli alle emissioni di anidride carbonica (il principale gas dell’effetto serra) che i Paesi più importanti sembrano disposti ad accettare nel corso della conferenza sul clima di Copenhagen?

I media trasudano speranza. Lasciano capire che è possibile un accordo di portata storica per contrastare i cambiamenti climatici. In realtà il bicchiere è, nella migliore delle ipotesi, mezzo pieno: e io vi mostro la metà vuota.

In alcuni casi i tagli annunciati sono legati a un’equazione con un’incognita, l’andamento dell’economia. In altri sono a conti fatti irrisori. In altri ancora sono solo appunto annunci. Promesse: non una legge approvata o in corso d’approvazione. Un’unica eccezione, l’Unione Europea.

Breve riassunto delle puntate precedenti. Il punto fondamentale è riuscire ad evitare nei prossimi decenni un riscaldamento globale superiore ai 2 gradi: il limite, dicono gli scienziati, oltre il quale i cambiamenti sarebbero ingestibili.

Quegli stessi 2 gradi in più sembrano ormai inevitabili. Ora siamo a +0,7 rispetto al 1906: e le conseguenze sono già sotto gli occhi di tutti.

Nel rapporto “Copenhagen diagnosis” di poche settimane fa, gli scienziati dicono che consistenti tagli alle emissioni di anidride carbonica devono avvenire entro 5-10 anni. Se anche solo le emissioni si stabilizzassero invece di continuare ad aumentare, nel giro di soli vent’anni entrerebbe nell’atmosfera anidride carbonica sufficiente a far arrivare le temperature oltre i fatidici due gradi.

Diminuire le emissioni significa in sostanza diminuire l’uso di energia: perlomeno di quella derivante da fonti fossili, che è la più diffusa. Mica uno scherzo per economia, Pil, modo di vivere e tutto il resto.

La generalità dei tagli alle emissioni annunciati in occasione della conferenza di Copenhagen ha come scadenza il 2020, senza fissare tappe intermedie. Cioè si concretizzerà, se tutto va bene, in quello che secondo gli scienziati è proprio l’ultimo, ultimissimo minuto.

Cina e Stati Uniti, da soli, sono i responsabili di quasi la metà delle emissioni mondiali. Qui l’andamento storico delle emissioni in tutti i Paesi, sia come

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