mercoledì 27 gennaio 2010, ore 19:29
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Ecoblog
Finalmente il Governo italiano ha deciso di schierarsi dalla parte del tonno rosso declamando il proprio sostegno all’inserimento del Thunnus thynnus nell’ambito dell’Appendice I della Cites ( Convenzione per il commercio delle specie in pericolo) in cui vengono elencate le specie per le quali è negata qualsiasi forma di commercializzazione internazionale.
La notizia, comunicata quest’oggi dal sottosegretario al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali Antonio Buonfiglio, è stata accolta con estrema soddisfazione da Greenpeace, Legambiente, WWF e le associazioni ambientaliste tutte.
Un esamplare di questo pesce pelagico può arrivare a costare su una tavola giapponese oltre 125.000 euro. Normalmente, quanto più un “prodotto” è costoso e difficile da reperire sul mercato tanto più il suo valore cresce, così come la domanda da parte di una nicchia “danarosa”. Per quest’ordine di motivi, la riduzione delle quote di cattura per il tonno rosso - vero invito a nozze per il proliferare della pesca illegale -non è perseguibile se si vuole realmente tutelare questa specie. Piuttosto, è necessario impedirne del tutto cattura e commercio.
Noi di Ecoblog avevamo già parlato dell’inevitabile declino del Thunnus thynnus condannato all’estinzione entro tre anni. Ora, la grave emergenza è gridata da più parti, e certamente non poteva mancare all’appello l’associazione no profit Sea Sheherd che, forte delle sue iniziative perorate contro la caccia alle balene e portate avanti negli oceani, ha fatto sapere nei giorni scorsi che avrebbe spostato parte della sua flotta - le due navi ”Steve Irwin” e ”Bob Barker”- nel Mediterraneo per opporsi con forza alla pesca illegale del tonno rosso. Noi, siamo certamente dalla loro parte.
Via | Legambiente
Foto | Flickr
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