sabato 5 dicembre 2009, ore 10:12
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Ecologiae.com
Come ha fatto il Governo delle Maldive qualche settimana fa, che si è riunito sott’acqua per decidere cosa fare in merito al cambiamento climatico, qualcosa di simile è successo in Nepal ieri mattina, quando 24 ministri si sono riuniti intorno ad un tavolo sulla montagna più alta del mondo per discutere di cambiamento climatico.
Forse sul monte Everest non hanno mai sentito parlare di emissioni di carbonio, di cambiamenti climatici, o non è mai importato molto il dibattito politico internazionale, ma una cosa è certa: il ghiaccio si sta sciogliendo anche così in alto, e qualcosa per fermare questo fenomeno va fatta.
Ieri mattina, mentre la maggior parte del mondo occidentale stava dormendo, 24 membri del Governo del Nepal sono arrivati sul punto più alto della Terra per far sentire la propria voce contro i cambiamenti climatici. Tutti i presenti alla riunione, a 17.192 metri sul livello del mare, indossavano una sciarpa con ricamate le parole “Salviamo l’Himalaya”.
Il loro incontro è stato breve, con le bombole dell’ossigeno sempre a portata di mano, ed è servito a decidere ed approvare il discorso da fare a Copenaghen. Inoltre è stata creata una zona protetta di 2.000 chilometri quadrati vicino alla montagna. L’incontro è stato effettuato anche semplicemente per aumentare la consapevolezza di alcune delle maggiori minacce per la nazione causate dai cambiamenti climatici. Gli scienziati hanno da tempo avvertito che i ghiacciai dell’Himalaya si stanno sciogliendo ad un ritmo rapido, fino al rischio di perdere gran parte del ghiaccio per sempre, senza un intervento immediato. Questa fusione ha già causato inondazioni senza precedenti nella regione, alcune delle quali minacciano intere comunità.
Il Primo Ministro del Nepal, Madhav Kumar Nepal, ha parlato dopo la riunione, per inserire la sua nazione all’interno di un contesto globale:
Non è un problema nepalese o la preoccupazione dei Paesi della regione himalayana da soli. L’impatto del cambiamento globale sull’Himalaya avrebbero conseguenze su 1,3 miliardi di persone che vivono in Asia meridionale. Quindi dovrebbe riguardare tutti.
I delegati provenienti dal Nepal saranno presenti al summit di Copenaghen la settimana prossima, anche se la loro sarà solo una comparsa
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