giovedì 26 novembre 2009, ore 13:13
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Ecoblog
Da sempre si discute sul fatto che per indirizzare imprese e cittadini verso stili di vita più sostenibile sia necessario intervenire in primis sulle amministrazioni pubbliche; solo in questo modo, secondo opinione diffusa, si potrà avere maggior coesione fra la sfera economico-sociale e quella ambientale. A tal proposito mi sembra interessante parlare dell’iniziativa portata avanti dal Governo italiano relativa proprio al settore pubblico.
Si tratta della pubblicazione di un decreto che stabilisce i criteri ambientali minimi per le pubbliche amministrazioni. L’obiettivo, emerge dall’analisi del decreto, è appunto quello di rendere effettivi gli acquisti verdi nella pubblica amministrazione in modo tale che le stesse possano migliorare il proprio approccio nelle fasi del processo di acquisto, incoraggiando di conseguenza la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale.
Il tutto, va sottolineato, attraverso la ricerca e la scelta di soluzioni che abbiano il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita. In sostanza si tratta di alcune regole basiche dalle quali non si può prescindere e non, come spesso accade, delle semplici premialità. Ogni tipologia di acquisto dovrebbe quindi avere i suoi criteri minimi d’acquisto, in riferimento a undici categorie di beni al fine di razionalizzare i consumi della pubbliche amministrazioni nel rispetto dell’ambiente.
Quella che comunque può sembrare una novità assoluta ha comunque radici lontane: già dal 2005 infatti la Commissione Europea, attraverso una direttiva comunitaria, aveva invitato i vari Stati membri ad approvare piani d’azione in questo senso. Come giudicare l’iniziativa?
Alla luce del fatto che la macchina pubblica si è spesso dimostrata particolarmente lenta nel recepire questo tipo di innovazioni, rimane il dubbio che potrebbe trattarsi di una iniziativa destinata a rimanere interessante soltanto sulla carta. L’augurio, ovviamente, è che si verifichi l’esatto contrario; intanto restiamo in attesa di verificare se il testo legge verrà ben recepito dalle parti interessate.
Via | Governo.it
Foto | Flickr
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